La vita e la morte, nel loro intrecciarsi e scontrasi, nella normalità e nell'eccezionalità, sono il filo conduttore di questa storia che non vuole evidenziare l'aspetto drammatico e grave di queste tematiche dell'esistenza, ma riportarne la problematicità e valorizzarne la forte valenza umana.
Lara vede la morte passarle davanti a brevissima
distanza, su un treno che corre veloce attraversando un passaggio a
livello con le sbarre alzate.
Mat capisce che la vita è ricerca del suo significato
dopo che la morte gli ha portato via una persona cara.
Un gruppo di anziani, crollato il sogno di eterna giovinezza, matura
l'idea che la morte, a volte, è meglio della sofferenza e in base a
questo concetto fa scelte importanti.
Mentre il commissario Mariotti indaga sulla morte
di un'anziana signora, una realtà solitamente nascosta si fa avanti,
la vecchiaia, che fra nostalgia e rimorsi di coscienza, fra illusioni
e fughe dalla realtà, mostra la propria ricchezza.
Non ci sono certezze, né grandi messaggi alla fine di
questa storia, solo il rinnovarsi del grande dubbio che è la
vita, nel suo svolgersi passo dopo passo.
La vita con le sue infinite difficoltà, che aspetta il nostro impegno
per trovare un significato.