Le immagini sono particolari di quadri famosi che potrebbero essere presenti nella galleria di Mat. Il loro unico scopo è di accompagnare le descrizioni.
Lara

Lara
è l'io narrante, una donna che vive intensamente secondo i propri principi,
scontrandosi spesso con gli ostacoli che quasi per dispetto la vita
oppone alla velleità di coerenza.
Ha fatto la scelta
coraggiosa di sposare un uomo dalla personalità complessa che le chiede
di aggiungere, al proprio amore, attenzione e razionalità.
L'amore difficile, che impegna perchè necessita di un'ottica
altruistica e faticosa, è quello che, se ricambiato con altrettanta
cura, è destinato a non finire e arricchisce la vita: Lara rappresenta
questo tipo di scelta esistenziale.
Mat

Mat
è il marito di Lara, un uomo affascinante e colto, che della vita vuole
cogliere tutti i frutti, ma nel farlo viene inevitabilmente ferito dalla
caducità delle cose, dalla distanza fra ideale e reale, e dal "brutto"
imperante, inteso come aberrazione dall'esistenza intelligente e armoniosa,
nella quale lui crede.
Mat ama l'arte e cerca la sua essenza nelle cose che vive, ma scivola
nella depressione quando l'ambiente che dovrebbe accogliere i tanti
aspetti e significati del "bello" mostra la propria grettezza. Artisti,
collezionisti, critici, galleristi sono il suo mondo, che lui rifiuta,
ma allo stesso tempo cerca come proprio antagonista, come nemico da
sconfiggere per nutrirsi del piacere della vittoria.
Mat è una mente libera, ma ciò rende il suo percorso difficile e pericoloso.
L'attrazione irresistibile verso le emozioni forti potrebbe compromettere
quanto con cura ha costruito e a cui tiene più d'ogni altra cosa: un
artista di talento, misterioso e fragile, potrebbe portare nella sua
vita l'odiato "brutto", insopportabile nel mondo esterno, ma potenzialmente
insidioso quando bussa alla porta di casa.
Lia

Lia è la vecchia zia di Mat, che vive sola in una grande villa dalla
parte opposta della strada.
Raffinata, intelligente, ha con il nipote e sua moglie un rapporto di
buon vicinato, basato sul rispetto reciproco.
L'arrivo inatteso di Vittorio, suo fratello, che per motivi economici
le chiede di poter trascorrere insieme l'ultima parte della loro vita,
le provoca una reazione addirittura eccessiva. Poi lei sparisce misteriosamente
e Lara e Vittorio, sconcertati e preoccupati, cominciano a cercarla.
La situazione prende una svolta drammatica quando un sospetto omicidio
mostra Lia come possibile colpevole.
Con il procedere delle ricerche di Lara e Vittorio e delle indagini
della polizia, Lia, da tranquilla signora anziana, sembra trasformarsi
in una donna dai segreti inquietanti, irriconoscibile agli occhi delle
persone che la conoscono e la amano.
L'assenza di Lia permette di portare lo sguardo oltre a ciò che lei
ha sempre mostrato di sè.
La sua storia difficile e le sue scelte, nel momento in cui il suo ideale
di vita serena crolla miseramente, sopraffatto dallo squallore della
morte peggiore, portano inevitabilmente ai grandi dubbi della vita e
alle domande senza risposta.
Serse

E'
l'amico di Vittorio e Lia.
L'aspetto austero, la voce da baritono e il fare da saccente, in realtà
nascondono una personalità bizzarra che rappresenta una risposta originale
ad una delusione serpeggiante fra coloro che guardano con sconforto
i nostri tempi, mortificati dal ruolo secondario assunto ormai dalla
cultura.
Serse, uomo intelligente e colto, si diverte a dire baggianate con il
tono e i termini con cui si dicono le grandi verità. Il suo non è un
modo per prendersi gioco della gente, bensì della realtà stessa, come
a rimproverarle la sua debolezza rispetto allo spregio che costantemente
le viene fatto ad opera di chi, con furbizia innata o strategia studiata,
riesce a modificare fatti e cose a proprio vantaggio, o anche soltanto
a mostrare un sapere inesistente.
"Tra una verità e una baggianata detta bene"
dice Serse,
"non c'è differenza".
Vittorio

Vittorio è il fratello di Lia, che si trova a dover chiedere alla sorella
di vivere assieme per poter risolvere i propri problemi economici.
Apparentemente è il classico uomo che in famiglia ha goduto di tutte
le agevolazioni concesse un tempo ai maschi, compresa l'assoluta tolleranza
verso qualsiasi trasgressione o mancanza, considerate addirittura segno
di virilità.
Non ha costruito niente, nè una famiglia, nè un patrimonio
su cui contare, e Lia non riesce a non vedere in lui il simbolo dell'ingiustizia
subita, così difficile da dimenticare.
In realtà Vittorio è ben diverso dallo stereotipo a cui era stato costretto
a corrispondere e la sua esperienza di vita dimostra, una volta di più,
che la realtà ama nascondersi dietro le apparenze per ingannare chi
si accontenta della superficie.
Il commissario Mariotti

Uomo
chiuso ed introverso, ma intimamente sensibile e attento, indaga sul
presunto omicidio e quindi sulla misteriosa scomparsa di Lia.
Più volte si rivolge a Lara e Vittorio, e il procedere delle sue domande,
mirate a porre in luce anche gli aspetti più nascosti della situazione,
mette spesso in seria difficoltà e porta ad esiti sconcertanti.Basta
una risposta incerta, una piccola esitazione o un'affermazione mal interpretabile,
che la realtà data per certa vacilla e dà spazio ad inquietanti dubbi
Mariotti sembra essere un po' a disagio per l'originalità del caso,
in cui vede svelarsi il mondo prezioso di un gruppo di anziani capaci,
con la loro forza vitale, di sfiorare l'eternità.
Nella realtà che sfugge dietro i suoi tanti volti, anche per lui è difficile
giudicare: ogni concetto di bene e di male sembra perdere il suo senso.
Il giardino di Lia

Una
mattina d'estate Lia distrugge il proprio giardino tagliando tutti i
fiori e i rami rigogliosi che lo rendevano vivo e bello.
Se la cura per le piante è un segno d'amore per la vita, ecco che la
sua distruzione risulta un grido di dolore, che però può non essere
compreso.
La vita

E'
protagonista in questa storia come forza dinamica che chiede costantemente
impegno da parte di chi partecipa al suo procedere.
La vita come scelta, come battaglia, come condivisione, come ricerca
del suo significato. La vita, anche, come semplice paura di morire,
ma in ogni caso sempre esaltata e amata.
La morte

Come
retro della medaglia e quindi parte stessa della medaglia.
La morte come ombra che segue fedele i nostri passi e che dobbiamo star
ben attenti a non badare troppo, per non perdere di vista la strada
che dobbiamo percorrere.
La morte che, se impariamo a vivere, può non far paura.
In questa storia la morte diventa momento dialettico necessario per
procedere verso il meglio, e certamente non è intesa come fine.